testo

Chiesa di San Martino in Carella di Eupilio

ORARIO SANTE MESSE
testo
Prefestive e festive
Domenica: ore 11:00

Feriali
Mercoledì: ore 8:30

Storia
La Chiesa situata nella frazione Carella di Eupilio è dedicata a San Martino di Tours è sempre stata un punto di riferimento fondamentale nella vita di questo abitato. Lo può già  testimoniare la disposizione topografica, con l'edificio sacro profondamente inserito nella struttura insediativa del luogo e ce lo confermano anche i documenti riguardanti il passato di questa località . La prima citazione dell'Oratorio di San Martino si ha in quella fondamentale miniera di notizie riguardo all'antica storia ecclesiastica della nostra Diocesi che è il "Liber Notitiae Sanctorum Mediolani" di Goffredo da Bussero. Già  in tale manoscritto duecentesco la Chiesa di San Martino è citata come una delle numerose presenti in questa parte di territorio, a testimoniarne l'antica presenza di fede nella popolazione evidenziata da tutto questo fiorire di presenze sacre a stretto contatto fra di loro. Proseguendo nel corso dei secoli le citazioni aumentano anche e soprattutto grazie all' azione di San Carlo Borromeo che istituisce la consuetudine delle visite pastorali; proprio dai più antichi verbali di tali ricognizioni ecclesiastiche è possibile ricavare una delle più notevoli particolarità  di questo piccolo Oratorio.
Fino alla risistemazione nell'aspetto definitivo odierno, avvenuta nel 1681 come ringraziamento dei fedeli per la scampata epidemia di peste di qualche anno prima, l'altare della Madonna, che ora si può vedere in una cappella a sinistra dell'altare maggiore, era posizionato al centro esatto della chiesa. Oltre a testimoniare la grande devozione ed importanza attribuita a tale immagine dai fedeli del luogo tale particolare stimola una certa curiosità  non essendo per niente usuale questo tipo di posizionamento di un altare: ci rende veramente notevole l'attenzione da sempre posta (e che occorrerà  porre anche in futuro) riguardo all'effige mariana di Carella. In nostro soccorso riguardo a questa intuizione giungono ancora gli antichi verbali di visitazioni, i quali definiscono l'Altare e l'immagine su di esso posta come riguardanti la Beatissima Vergine ad pilastrum. Senza ora voler attribuire a tale appellativo un'importanza ed un significato forse eccessivi (ancorchè possibili) è comunque necessario sottolineare decisamente la centralità  di tale struttura architettonica, in senso stretto ed in senso lato, e dunque pensare che l'Oratorio stesso possa essere sorto attorno ad un luogo già  in precedenza dedicato alla devozione mariana. Tale affetto delle popolazioni di Carella si è poi protratto lungo i secoli secondo svariate modalità  e via via che l'immagine stessa entrava direttamente od indirettamente nella vita della comunità : ad esempio ne sono testimonianza i cicli di affreschi nella parte posteriore dell'altare compiuti sulla spinta di miracoli attribuiti alla Madonna così ben ritratta nel dipinto più antico. Siccome conosciamo con precisione la datazione di questi miracoli o presunti tali, riusciamo anche a collocare temporalmente la prima effige sicuramente nel XV secolo, considerato inoltre che vi sono diversi strati di pittura corrispondenti a diversi rifacimenti (anche di soggetto). Altri riferimenti all'Altare della Madonna sono poi presenti in svariati documenti e l'importanza della Chiesa è anche sottolineata dalle œliti riguardo al suo possesso occorse lungo i secoli tra i Curati di Corneno e Galliano. Venendo poi più vicini a noi in termini di tempo non bisogna dimenticare come alcune devozioni siano ancora vive, sia in relazione all'ormai noto Altare della Madonna sia riguardo ad altri Santi o situazioni di vita (la Madonna del Parto, Santa Eurosia, la campana contro le tempeste). In definitiva la Chiesa (od Oratorio) di S. Martino di Carella è sempre stato per le popolazioni locali, e speriamo continui ad esserlo per il futuro, uno scrigno inestimabile di fede, arte, devozioni, consuetudini cioè una parte fondamentale della vita nostra e dei nostri avi.

Copyright (©) Comunità SAMZ, 2017. Tutti i diritti riservati.